Le abbiamo disegnate sulle pareti delle grotte: mani accanto a mani, perché nessuno dimenticasse chi era stato lì, insieme.
Le abbiamo scolpite nella pietra. Ne abbiamo fatto bambole, le abbiamo cucite nelle trapunte, raccontate intorno al fuoco. Mai come elenchi. Mai come schede. Sempre come storie.
Poi abbiamo cominciato a tenere un diario. Era bello, ma lineare. Una pagina dopo l’altra, giorni archiviati in ordine, e le persone dentro di essi sparse in mille voci.
Ember non è una nuova categoria di app. Sinceramente, non so dove collocarla.
Credo di aver creato qualcosa di primitivo: un modo per ricordare le tue persone attraverso storie, racconti, mondi e intenzione.
Spero che ti piaccia quanto piace a me.